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Premi Turismo Responsabile Italiano e Turismo Cultura Unesco 2016

"Cristina Ambrosini"


Sono aperte le candidature per l'edizione 2016

Preleva le schede dei premi Turismo Responsabile Italiano (TRI) e Turismo Cultura Unesco (TCU)


N E W S L E T T E R










world heritge tourism expo


SALONE MONDIALE DEL TURISMO
CITTÀ E SITI PATRIMONIO UNESCO

23 - 25 Settembre 2016
VII Edizione


IL WTE UNESCO SALUTA PADOVA

“In questi tre anni di Wte Unesco a Padova, il brand Unesco ha fatto un grande balzo in avanti, come motivazione turistica” (Marco Citerbo, direttore del Salone).
L’evento nasce itinerante per volere dell’Unesco.


Si è chiusa domenica la terza edizione padovana del Wte Unesco, il Salone Mondiale del turismo nei siti patrimonio dell’Umanità, l’ultima per la città veneta, visto che, nel 2017, la kermesse si terrà a Siena, come è stato annunciato ufficialmente  proprio in occasione dell’inaugurazione di venerdì scorso a Palazzo della Ragione.

Oltre 22 mila sono stati i visitatori del Salone, da venerdì 23 a domenica 25 settembre, che hanno visitato gli spazi espositivi, ma in molti hanno preso parte anche agli incontri che si sono svolti a latere.

“Più che un consuntivo di quest’ultima edizione – ha detto Marco Citerbo, direttore del salone - mi sembra opportuno farne un di questi tre anni di esperienza a Padova. Sicuramente, il Wte ha rappresentato una significativa occasione di visibilità per la città e per il suo territorio, visto che in tre anni abbiamo portato quasi 300 tour operator e giornalisti di settore a conoscere questi bellissimi luoghi, contribuendo anche noi alla crescita del turismo a Padova e dintorni.”
Ma questi tre anni hanno rappresentato anche un momento di crescita del brand Unesco, che sempre più è diventato motivazione di viaggio per il turista attento e consapevole. “L’opera di sensibilizzazione verso un turismo sostenibile e culturale – sono ancora le parole di Citerbo - che abbiamo intrapreso con forza sette anni fa e che, a Padova, ha avuto una vetrina importante, ha indubbiamente avuto i suoi risultati. Oggi, per un sito patrimonio dell’umanità, il marchio Unesco vuol dire, da un lato, maggiore consapevolezza e orgoglio da parte della comunità locale, dall’altra, più attenzione e interesse da parte del visitatore.”
Tutto ciò grazie allo sforzo congiunto, insieme agli organizzatori del salone, della Regione Veneto, del Comune di Padova – in particolare dell’Assessorato al Turismo - della Camera di Commercio di Padova, Padova Promex - della Fondazione CariPaRo, del Padova Terme Euganee Convention Bureau e del Consorzio Città d’arte del Veneto, che hanno sostenuto fin dall’inizio la manifestazione, patrocinata dall’Unesco, dal Mibact, dall’Associazione Beni e Città italiani Siti Patrimonio Mondiale Unesco, dall’ENIT e dal FAI Fondo Ambiente Italiano.
“Il trasferimento del salone a Siena – ha concluso Citerbo- non vuol dire che lasciamo del tutto Padova, della quale, peraltro, continueremo a sostenere la candidatura di Urbs Picta nella Heritage list, come abbiamo cercato di fare in questo periodo.”
L’evento, infatti, a partire dal prossimo anno si trasferisce nella città toscana, per preciso volere dell’Unesco che induce gli organizzatori a rendere l’evento itinerante al massimo ogni tre anni, con l’obiettivo di farne uno strumento di visibilità a disposizione delle città ospiti e del brand Unesco nel suo complesso.






 



Con la collaborazione dei studenti e del personale docente
dell'Istituto di Istruzione Superiore "L. Da Vinci" di Padova


Se è vero che l’Unesco può essere un potente brand nel turismo, e soprattutto per un turismo sostenibile, occorre però che istituzioni, enti locali, operatori e la popolazione del posto condividano un percorso virtuoso, sul quale ognuno deve fare la propria parte.


Lo si è ripetuto a Padova, nel forum promosso da L’Agenzia di Viaggi durante WTE-World Tourism Expo, il salone del turismo nei siti Unesco, con Luigi Cabrini, presidente Global Sustainable Tourism Council; Gianni Bonazzi del Mibact; Carlo Francini, coordinatore scientifico dell’associazione dei beni italiani Patrimonio Unesco; Maurizio Davolio, presidente Associazione Italiana Turismo Responsabile; e Maurizio Levi dell’omonimo t.o., specialista di turismo sostenibile e di scoperta.


Il dibattito è servito subito a fare chiarezza sull’assetto dell’Unesco: «Agenzia internazionale che non gestisce i siti né li seleziona – ha notato Cabrini – perché sono i governi a candidarli per l’iscrizione nel Patrimonio».


Di certo però il turismo è necessario ai siti Unesco, ma senza controllo – si è ripetuto a Padova – in grandi numeri rischia di produrre danni concreti. Un rischio che solo l’alleanza tra gestori dei siti e operatori turistici può scongiurare.

- See more at: http://www.lagenziadiviaggi.it/notizia_standard.php?IDNotizia=177248&IDCategoria=2744#sthash.GfaewW47.dpuf
Se è vero che l’Unesco può essere un potente brand nel turismo, e soprattutto per un turismo sostenibile, occorre però che istituzioni, enti locali, operatori e la popolazione del posto condividano un percorso virtuoso, sul quale ognuno deve fare la propria parte.


Lo si è ripetuto a Padova, nel forum promosso da L’Agenzia di Viaggi durante WTE-World Tourism Expo, il salone del turismo nei siti Unesco, con Luigi Cabrini, presidente Global Sustainable Tourism Council; Gianni Bonazzi del Mibact; Carlo Francini, coordinatore scientifico dell’associazione dei beni italiani Patrimonio Unesco; Maurizio Davolio, presidente Associazione Italiana Turismo Responsabile; e Maurizio Levi dell’omonimo t.o., specialista di turismo sostenibile e di scoperta.


Il dibattito è servito subito a fare chiarezza sull’assetto dell’Unesco: «Agenzia internazionale che non gestisce i siti né li seleziona – ha notato Cabrini – perché sono i governi a candidarli per l’iscrizione nel Patrimonio».


Di certo però il turismo è necessario ai siti Unesco, ma senza controllo – si è ripetuto a Padova – in grandi numeri rischia di produrre danni concreti. Un rischio che solo l’alleanza tra gestori dei siti e operatori turistici può scongiurare.

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Se è vero che l’Unesco può essere un potente brand nel turismo, e soprattutto per un turismo sostenibile, occorre però che istituzioni, enti locali, operatori e la popolazione del posto condividano un percorso virtuoso, sul quale ognuno deve fare la propria parte.


Lo si è ripetuto a Padova, nel forum promosso da L’Agenzia di Viaggi durante WTE-World Tourism Expo, il salone del turismo nei siti Unesco, con Luigi Cabrini, presidente Global Sustainable Tourism Council; Gianni Bonazzi del Mibact; Carlo Francini, coordinatore scientifico dell’associazione dei beni italiani Patrimonio Unesco; Maurizio Davolio, presidente Associazione Italiana Turismo Responsabile; e Maurizio Levi dell’omonimo t.o., specialista di turismo sostenibile e di scoperta.


Il dibattito è servito subito a fare chiarezza sull’assetto dell’Unesco: «Agenzia internazionale che non gestisce i siti né li seleziona – ha notato Cabrini – perché sono i governi a candidarli per l’iscrizione nel Patrimonio».


Di certo però il turismo è necessario ai siti Unesco, ma senza controllo – si è ripetuto a Padova – in grandi numeri rischia di produrre danni concreti. Un rischio che solo l’alleanza tra gestori dei siti e operatori turistici può scongiurare.

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