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Giornata del Turismo Responsabile e del Turismo Cultura Italiano 2014

I PREMIATI






















world heritge tourism expo
SALONE MONDIALE DEL TURISMO
CITTÀ E SITI PATRIMONIO UNESCO

18/19/20 Settembre 2015
V Edizione

IN 20 MILA A PALAZZO DELLA RAGIONE PER IL WTE UNESCO

 

Incoraggiati dal successo dell’edizione 2014 già si lavora al 2015, quando il Salone mondiale del turismo nei Siti Unesco

si terrà dal 18 al 20 settembre

La quinta edizione del World Tourism Expo firmato UNESCO chiude con un grande successo di pubblico; sono stati infatti ben 20 mila i visitatori che, dal 19 al 21 settembre scorso, hanno visitato il Salone Mondiale del Turismo Città e Siti Patrimonio dell’Umanità a Palazzo della Ragione. Una grande soddisfazione, dunque, per questa prima edizione padovana del Wte, che già guarda al prossimo anno. Già fissate le date della prossima edizione: dal 18 al 20 Settembre!
Sarà ampliata la selezione di buyer internazionali, individuati in collaborazione con Enit, e di seller locali e nazionali che, oltre che agli operatori del settore si vogliano far conoscere anche dal pubblico di visitatori, sempre interessati a nuove mete e nuove proposte di viaggio.
Come già emerso quest’anno nel corso dei diversi appuntamenti in calendario durante il salone, lo scopo che esso si ripropone è quello non solo di valorizzare e promuovere i siti Unesco, ma anche di sensibilizzare il pubblico e le comunità locali ad un turismo responsabile e sostenibile, imprescindibile per l’economia dei territori ma anche per la preservazione dei siti stessi.
 
(Comunicato Integrale. . .)



WTE, la cultura che vale
WTE, la cultura che val


Se è vero che l’Unesco può essere un potente brand nel turismo, e soprattutto per un turismo sostenibile, occorre però che istituzioni, enti locali, operatori e la popolazione del posto condividano un percorso virtuoso, sul quale ognuno deve fare la propria parte.
Lo si è ripetuto a Padova, nel forum promosso da L’Agenzia di Viaggi durante WTE - World Tourism Expo, il salone del turismo nei siti Unesco, con Luigi Cabrini, presidente Global Sustainable Tourism Council; Gianni Bonazzi del Mibact; Carlo Francinicoordinatore scientifico dell’associazione dei beni italiani Patrimonio Unesco; Maurizio Davolio, presidente Associazione Italiana Turismo Responsabile; e Maurizio Levi dell’omonimo t.o., specialista di turismo sostenibile e di scoperta. Il dibattito è servito subito a fare chiarezza sull’assetto dell’Unesco: «Agenzia internazionale che non gestisce i siti né li seleziona – ha notato Cabrini – perché sono i governi a candidarli per l’iscrizione nel Patrimonio». Di certo però il turismo è necessario ai siti Unesco, ma senza controllo – si è ripetuto a Padova – in grandi numeri rischia di produrre danni concreti. Un rischio che solo l’alleanza tra gestori dei siti e operatori turistici può scongiurare.


Se è vero che l’Unesco può essere un potente brand nel turismo, e soprattutto per un turismo sostenibile, occorre però che istituzioni, enti locali, operatori e la popolazione del posto condividano un percorso virtuoso, sul quale ognuno deve fare la propria parte.


Lo si è ripetuto a Padova, nel forum promosso da L’Agenzia di Viaggi durante WTE-World Tourism Expo, il salone del turismo nei siti Unesco, con Luigi Cabrini, presidente Global Sustainable Tourism Council; Gianni Bonazzi del Mibact; Carlo Francini, coordinatore scientifico dell’associazione dei beni italiani Patrimonio Unesco; Maurizio Davolio, presidente Associazione Italiana Turismo Responsabile; e Maurizio Levi dell’omonimo t.o., specialista di turismo sostenibile e di scoperta.


Il dibattito è servito subito a fare chiarezza sull’assetto dell’Unesco: «Agenzia internazionale che non gestisce i siti né li seleziona – ha notato Cabrini – perché sono i governi a candidarli per l’iscrizione nel Patrimonio».


Di certo però il turismo è necessario ai siti Unesco, ma senza controllo – si è ripetuto a Padova – in grandi numeri rischia di produrre danni concreti. Un rischio che solo l’alleanza tra gestori dei siti e operatori turistici può scongiurare.

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Se è vero che l’Unesco può essere un potente brand nel turismo, e soprattutto per un turismo sostenibile, occorre però che istituzioni, enti locali, operatori e la popolazione del posto condividano un percorso virtuoso, sul quale ognuno deve fare la propria parte.


Lo si è ripetuto a Padova, nel forum promosso da L’Agenzia di Viaggi durante WTE-World Tourism Expo, il salone del turismo nei siti Unesco, con Luigi Cabrini, presidente Global Sustainable Tourism Council; Gianni Bonazzi del Mibact; Carlo Francini, coordinatore scientifico dell’associazione dei beni italiani Patrimonio Unesco; Maurizio Davolio, presidente Associazione Italiana Turismo Responsabile; e Maurizio Levi dell’omonimo t.o., specialista di turismo sostenibile e di scoperta.


Il dibattito è servito subito a fare chiarezza sull’assetto dell’Unesco: «Agenzia internazionale che non gestisce i siti né li seleziona – ha notato Cabrini – perché sono i governi a candidarli per l’iscrizione nel Patrimonio».


Di certo però il turismo è necessario ai siti Unesco, ma senza controllo – si è ripetuto a Padova – in grandi numeri rischia di produrre danni concreti. Un rischio che solo l’alleanza tra gestori dei siti e operatori turistici può scongiurare.

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Se è vero che l’Unesco può essere un potente brand nel turismo, e soprattutto per un turismo sostenibile, occorre però che istituzioni, enti locali, operatori e la popolazione del posto condividano un percorso virtuoso, sul quale ognuno deve fare la propria parte.


Lo si è ripetuto a Padova, nel forum promosso da L’Agenzia di Viaggi durante WTE-World Tourism Expo, il salone del turismo nei siti Unesco, con Luigi Cabrini, presidente Global Sustainable Tourism Council; Gianni Bonazzi del Mibact; Carlo Francini, coordinatore scientifico dell’associazione dei beni italiani Patrimonio Unesco; Maurizio Davolio, presidente Associazione Italiana Turismo Responsabile; e Maurizio Levi dell’omonimo t.o., specialista di turismo sostenibile e di scoperta.


Il dibattito è servito subito a fare chiarezza sull’assetto dell’Unesco: «Agenzia internazionale che non gestisce i siti né li seleziona – ha notato Cabrini – perché sono i governi a candidarli per l’iscrizione nel Patrimonio».


Di certo però il turismo è necessario ai siti Unesco, ma senza controllo – si è ripetuto a Padova – in grandi numeri rischia di produrre danni concreti. Un rischio che solo l’alleanza tra gestori dei siti e operatori turistici può scongiurare.

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